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Educatori e psicologi specializzati in gaming: ecco i primi EduGamers

Si è concluso il primo percorso formativo per EduGamers finanziato dalla campagna di crowdfunding lanciata sulla piattaforma Eppela. In questi giorni, sono in corso i colloqui di valutazione

Alla fine del mese di giugno si è concluso il corso per aspiranti EduGamers finanziato dalla campagna di crowdfunding lanciata l’11 ottobre scorso su Eppela. Qui trovate i nomi delle persone che l’hanno sostenuta.

I 21 candidati sono stati selezionati nelle province di Roma, Torino e Milano. 14 di loro hanno terminato la formazione e sono arrivati ai colloqui di esame che si stanno svolgendo in questi giorni.

Finalizzato a delineare il nuovo profilo educativo dell’EduGamer, l'educatore con competenze specifiche per i ragazzi 4.0, il percorso è stato erogato in modalità online attraverso le piattaforme Google Meet e WeSchool e si è articolato in circa 80 ore complessive tra lezioni in modalità sincrona e asincrona, esercitazioni e test, lettura e analisi dei materiali, redazione di relazioni e verifica finale.

Il programma formativo comprende moduli di pedagogia e psicologia, psicologia dei videogiochi, antropologia, semiotica e sociologia del medium videoludico, cenni storici e giuridici.

Tra i docenti, Sonia Bertinat, psicologa e psicoterapeuta, Gianmarco Giuliana, dottorando di ricerca in Semiotica e Media presso l'Università di Torino, David Colangeli, giornalista pubblicista ed esperto in digital marketing e social media, Sergio Sozzo, direttore editoriale di www.sentieriselvaggi.it e docente del percorso Biennale di critica cinematografica del percorso Unicinema alla Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi, Giuseppina Menicucci, avvocato esperto in diritto minorile e di famiglia, e Matteo Botto, dottorando di ricerca in Sociologia presso l’Università di Genova.

La teoria è stata calata nella pratica attraverso il modulo di metodologia e tecnica dell’EduGaming. Hanno completato il percorso una serie di esercitazioni e verifiche, oltre che una sessione finale di simulazione durante la quale gli aspiranti EduGamers hanno giocato online con ragazzi dai 9 ai 14 anni, riportando infine le proprie osservazioni ai genitori anche tramite la redazione di una relazione di restituzione, contenente annotazioni e consigli per la gestione del rapporto dei propri figli (e di loro stessi) con i video games.

Sulla figura dell’EduGamer è incentrato il progetto EduGamers for kids 4.0, che mira a promuovere il benessere digitale di ragazzi e famiglie, contenendo i rischi insiti nella pratica videoludica (La dipendenza da videogiochi esiste davvero?) e sviluppandone appieno le grandi e - spesso ancora inesplorate - potenzialità (Effetti positivi dei videogiochi, cosa dice la scienza?)